Il teatro civile e l'educazione alla legalità
Per formare cittadini consapevoli e responsabili.

Spettacoli in matinée, pomeridiane e serali, teatro dentro la scuola, incontri con gli artisti e percorsi di Formazione Scuola-Lavoro: una proposta costruita sulle Linee Guida Ministeriali per le secondarie di primo e secondo grado.
La selezione degli spettacoli di quest'anno nasce per rispondere in modo concreto alle Linee Guida Ministeriali per le Scuole Secondarie di Primo e Secondo Grado.
Non si tratta solo di assistere a una rappresentazione, ma di vivere un'esperienza formativa che si integra con il piano didattico e offre ai docenti uno strumento prezioso per l'insegnamento trasversale dell'Educazione Civica. Attraverso la potenza del linguaggio scenico vogliamo stimolare una crescita culturale, sociale e personale.
Per rispondere alle diverse esigenze organizzative delle scuole offriamo un'ampia scelta di spettacoli: oltre ai tradizionali matinée, la programmazione per gli studenti si estende alle repliche pomeridiane e serali, per la massima flessibilità.
Per formare cittadini consapevoli e responsabili.
Per riscoprire la modernità dei nostri autori più importanti.
Per aprire una finestra sul patrimonio culturale universale.
La scena rende vivi i testi della letteratura italiana e internazionale. Abituando i ragazzi a decodificare la regia, i gesti e le parole, lo studio in classe diventa più immediato e affascinante.
Il teatro è uno specchio in cui guardarsi: aiuta a esplorare la complessità delle relazioni umane e offre spunti critici per affrontare e disinnescare dinamiche di gruppo negative, come il bullismo e il conformismo.
Riflettere su legalità, contrasto alla criminalità, parità di genere e dipendenze digitali.
Occasioni per incontrare chi fa il teatro, vederlo nascere e portarlo a scuola.
Formazione del pubblico · per classi, docenti e abbonati
Al Ridotto della Sala Verga riprende il ciclo di incontri con i protagonisti della scena: un'occasione unica di confronto aperta alle classi, ai docenti e agli abbonati.
Il dialogo diretto con gli artisti offre agli studenti le chiavi di lettura degli spettacoli in programma, per approfondirne i contenuti e completarne la visione.
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti: è consigliato prenotare via email all'Ufficio Scuola.
La nascita di un testo contemporaneo
Un'opportunità esclusiva: assistere alle prove aperte della mise en espace dei testi vincitori del bando di drammaturgia.
Con un contributo minimo di partecipazione, i ragazzi osservano da vicino la nascita di un testo contemporaneo e il lavoro di messinscena, vivendo il teatro nel suo farsi.
Spettacoli direttamente nei vostri spazi
Una proposta flessibile che porta la magia della scena all'interno degli istituti, con spettacoli adattabili a palestre, auditorium e aule magne.
Due titoli disponibili, con date da concordare e note tecniche dedicate.
Recite al mattino pensate per le classi. Per ogni titolo trovate la trama, perché è adatto agli studenti, gli spunti didattici con le connessioni curricolari e gli obiettivi formativi.
coreografia, concept, luce, suono e set Emio Greco | Pieter C. Scholten, Roberto Zappalà
danzatori Compagnia Zappalà Danza: Samuele Arisci, Loïc Ayme, Faile Sol Bakker/Alessandra Verona, Anna Forzutti, Silvia Rossi
danzatori ICK Dans Amsterdam: Victor Callens, William Philbert, Payton St.John, Ricardo Vasquez Allen, Fiona Yau
produzione ICK Dans Amsterdam, Scenario Pubblico | Compagnia Zappalà Danza, Teatro Stabile di Catania
in collaborazione con Meervaart Theater Amsterdam, Julidans Festival, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
con il patrocinio di INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
con il sostegno di MiC – Ministero della Cultura, Regione Siciliana, Fonds Podiumkunsten, Amsterdams Fonds voor de Kunsten
Lo spettacolo traccia un sottile parallelismo tra le forze geologiche e gli impulsi umani. Così come il magma si accumula sotto la terra prima di trovare una linea di frattura, anche nei corpi e nelle società le tensioni si addensano.
Il focus drammaturgico è incentrato sull'acronimo L.A.V.A.: Lotta, Avversione, Vuoto, Astrazione. Il titolo evoca un ciclo, una traiettoria che conduce dalla pressione e dal conflitto verso la trasformazione. Ciò che prende forma è un viaggio intensamente fisico e sonoro attraverso un paesaggio di energia, resistenza e flussi sotterranei.
All'interno di uno spazio performativo condiviso, linguaggi di movimento contrastanti si scontrano per liberare nuove forme di danza – grezze, stratificate e imprevedibili. I corpi si avvicinano, collidono e si riaprono di nuovo.
L.A.V.A. svela come l'intensità emerga dalla differenza: non attraverso l'armonia, ma attraverso l'attrito; non attraverso la distanza, ma attraverso la prossimità.
L'energia del contrasto La coreografia mette in scena concetti come l'attrito, la tensione e lo scontro tra corpi. Gli adolescenti si identificano facilmente con queste dinamiche relazionali e fisiche, che riflettono le loro stesse trasformazioni e i conflitti interni tipici dell'età.
Metafore scientifiche e geografiche Il legame tra il movimento dei corpi e quello della lava offre un aggancio interdisciplinare immediato con i programmi scolastici: vulcani, geodinamica, l'Etna.
L'ambiente sonoro Basato su ritmi elettronici e pulsanti, questo codice musicale è molto vicino alla sensibilità dei nativi digitali e mantiene altissimo il loro livello di attenzione.
Scienze e Geografia · La Terra dinamica Approfondire l'analogia tra i movimenti dei danzatori e l'attività sismica o vulcanica (l'Etna e il Vesuvio). Il concetto di «pressione sotterranea» che genera un'eruzione diventa una perfetta metafora dell'energia emotiva che esplode attraverso il corpo.
Educazione Civica · La gestione del conflitto Analizzare le prime due lettere dell'acronimo, «Lotta» e «Avversione». Lo spettacolo mette in scena l'incontro e lo scontro tra individui: lo spunto ideale per discutere in classe di bullismo, relazioni interpersonali, inclusione e di come il conflitto possa trasformarsi in una forza costruttiva anziché distruttiva.
Arte e Immagine · L'astrazione Esplorare l'ultima lettera dell'acronimo, «Astrazione». Collegare la danza contemporanea al passaggio dall'arte figurativa all'arte astratta, dove sono le linee, i pesi e i colori a trasmettere l'emozione.
Musica · Il paesaggio sonoro contemporaneo Analizzare la colonna sonora dello spettacolo e guidare gli studenti all'ascolto della musica elettronica e industriale, studiando come il ritmo pulsante possa dialogare con il battito cardiaco e con il ritmo biologico del corpo.
Decodifica dei linguaggi contemporanei Sviluppare la comprensione del linguaggio non verbale della danza contemporanea, stimolando l'ascolto emotivo e l'empatia attraverso la decodifica dei corpi.
Senso critico verso i linguaggi artistici Abituare gli studenti a interpretare codici espressivi non lineari, formulando giudizi critici motivati sulle arti performative.
Consapevolezza sociale Riconoscere il valore della cooperazione e dello spazio condiviso, interpretando il palcoscenico come uno specchio delle dinamiche relazionali della società attuale.
di Slawomir Mrożek
regia Leo Muscato
con Valerio Santoro e Claudio Casadio
produzione Teatro Biondo Palermo, Accademia Perduta Romagna Teatri, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Catania, Teatro Stabile d'Abruzzo
Lo scrittore e drammaturgo polacco Slawomir Mrożek scrisse Emigranti nel 1974, durante il suo esilio in Francia, riflettendo con acutezza e ironia sulla condizione di estraneità e alienazione di chi è costretto a vivere in un paese straniero.
Nella messinscena diretta da Leo Muscato i due emigrati senza nome, costretti a vivere in un claustrofobico seminterrato umido e angusto, sono italiani. Siamo in Svizzera, è la sera del 31 dicembre 1973. Mentre la città celebra l'arrivo del nuovo anno, i due disperati si confrontano in un dialogo serrato e a tratti surreale: il primo è un operaio semplice, arrivato in Svizzera con l'unico scopo di lavorare per mettere da parte dei soldi; l'altro è un intellettuale disilluso, forse un anarchico o un terrorista, che non esce mai di casa perché, a suo dire, sta scrivendo un libro sulla schiavitù moderna.
Le loro differenze danno origine a incomprensioni, sospetti, schermaglie e situazioni paradossali, ma anche a una profonda e inconfessata nostalgia per il loro paese. Isolati in una città che li respinge, i due finiscono per autodistruggersi in un crescendo di situazioni tragicomiche.
Coinvolgimento immediato Grazie alla regia di Leo Muscato, l'opera oscilla continuamente tra il dramma e la commedia: un linguaggio amaro, feroce e serrato che cattura facilmente l'attenzione dei giovani.
Analisi dello sradicamento storico Porta i ragazzi a immedesimarsi in chi, storicamente, è stato «straniero», stimolando una profonda riflessione sui concetti di integrazione e isolamento sociale.
Lezione di empatia e accoglienza Esplora la solitudine, la nostalgia e l'invisibilità sociale in modo crudo ma accessibile, sviluppando sensibilità verso le fasce più fragili della popolazione.
Riflessione sul valore della cultura Il seminterrato diventa il simbolo delle distanze umane. Il contrasto tra l'intellettuale, che ha le parole ma non sa agire, e l'operaio, che ha la forza pratica ma è schiavo del denaro, mette in discussione il ruolo dello studio nella società odierna.
L'incomunicabilità Mostra come sia possibile parlare la stessa lingua senza capirsi affatto, offrendo uno stimolo concreto a migliorare l'ascolto attivo all'interno del gruppo classe.
Storia contemporanea e geopolitica Analisi dei flussi migratori storici e dello sradicamento culturale.
Educazione Civica · Integrazione e società Approfondimento dei concetti di integrazione, isolamento sociale e invisibilità sociale.
Italiano e Letteratura · Il teatro del Novecento Un esempio perfetto delle caratteristiche del teatro dell'assurdo e del grottesco: la pièce è un modello magistrale per i programmi di letteratura e permette ai docenti di mostrare dal vivo le caratteristiche del teatro del Novecento.
Educazione civica e consapevolezza sociale Sviluppare la capacità di immedesimarsi nello «straniero», maturando una coscienza civile critica sui temi dell'esilio, dei flussi migratori e della dignità umana.
Sviluppo dello spirito critico Saper analizzare le contraddizioni socio-culturali della modernità attraverso il confronto tra pensiero teorico (l'intellettuale) e pragmatismo economico (l'operaio).
Competenze relazionali e comunicative Riconoscere i blocchi e le barriere linguistiche dell'incomunicabilità per migliorare le relazioni interpersonali e la cooperazione scolastica.
Decodifica dei linguaggi teatrali Accrescere la capacità di fruire di un'opera a struttura complessa, che contamina il registro drammatico con quello comico-grottesco.
di William Shakespeare
regia Paolo Valerio
con Giacomo Albites Coen, Sebastiano Caruso, Pietro Desimio, Alessandro Dinuzzi, Fulvio Falzarano, Francesca Masini, Giulia Perelli, Stefano Scandaletti, Pietro Sparvoli, Caterina Truci
produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, Teatro Biondo Stabile di Palermo, Teatro Stabile di Catania, Centro Teatrale Bresciano
La nuova messinscena di Romeo e Giulietta diretta da Paolo Valerio ambienta la tragedia shakespeariana in un contesto segnato dalla guerra e dai conflitti etnici, richiamando simbolicamente lo scenario dei Balcani e l'assedio di Sarajevo.
Pur restando fedele al testo originale, lo spettacolo propone una riflessione contemporanea sull'assurdità della guerra, sull'odio e sulla casualità del destino che attraversa la vicenda dei due giovani amanti. L'allestimento si ispira anche alla storia reale dei cosiddetti «Romeo e Giulietta di Sarajevo», Admira Ismić e Boško Brkić, e diventa così un racconto universale sull'amore travolto dalla violenza e dall'intolleranza.
A dare forza alla messinscena è una compagnia di giovani interpreti, capaci di restituire con intensità, energia e autenticità la fragilità, l'impeto e il desiderio di vita dei protagonisti shakespeariani.
Un cast giovanissimo Affidare i ruoli principali a giovani professionisti (come Giacomo Albites Coen e Caterina Truci) è la chiave dello spettacolo: la loro età, vicina a quella dei personaggi, restituisce sul palco tutta la forza, l'ansia e la purezza dell'adolescenza. I ragazzi non vedono adulti che «interpretano» dei ragazzi, ma coetanei che vivono quelle emozioni, e scoprono quanto il testo di Shakespeare sia connesso alla loro vita quotidiana, alle relazioni ostacolate e al mondo emotivo delle nuove generazioni.
La doppia lingua: italiano e inglese Il personaggio di Mercuzio assume spesso il ruolo di narratore e recita o dialoga in doppia lingua. Una scelta che avvicina gli studenti alla musicalità del testo originale in modo naturale, senza appesantire la comprensione della trama.
Temi specchio dell'adolescenza Il conflitto generazionale con i genitori, le faide di gruppo («Capuleti contro Montecchi») vissute come bande rivali, l'intensità totalizzante del primo amore e l'impulsività delle decisioni sono temi che i ragazzi sentono sulla propria pelle.
Il passaggio a Shakespeare L'occasione per analizzare come Shakespeare abbia preso la struttura della novella italiana per trasformarla nel dramma teatrale più famoso del mondo, accelerando il ritmo dell'azione – da mesi a pochi giorni – per aumentare la tensione drammatica.
La riduzione contemporanea Le tecniche di riduzione e adattamento per il pubblico moderno: la regia mantiene intatta la forza poetica dei versi shakespeariani ma li cala in una messinscena visiva e fisica contemporanea, dimostrando che i classici sanno parlare direttamente alla sensibilità dei giovani di oggi.
Educazione Civica Riflettere sull'inutilità del rancore storico e dei pregiudizi: lo spunto ideale per discutere di conflitti di gruppo, dinamiche di branco, importanza della mediazione e conseguenze della rabbia impulsiva.
Storia contemporanea e geopolitica Il contesto dei conflitti etnici nei Balcani e dell'assedio di Sarajevo negli anni Novanta, letto attraverso la chiave narrativa della tragedia shakespeariana per comprendere i drammi della storia recente.
Scienze motorie ed espressione corporea L'osservazione dell'uso dello spazio da parte degli attori e della fisicità coreografica degli scontri e dei duelli.
Competenza personale, emotiva e sociale Riflettere sulle proprie dinamiche relazionali, sull'impulso emotivo e sul rapporto con le figure genitoriali attraverso la catarsi dello spettacolo teatrale.
Competenza in materia di cittadinanza Sviluppare il rifiuto della violenza e dell'intolleranza etnica, coltivando la cultura del dialogo, della mediazione e dell'empatia verso le vittime dei conflitti.
Competenza multilinguistica Potenziare l'ascolto e la comprensione della lingua inglese attraverso la recitazione bilingue e la metrica shakespeariana originale.
Consapevolezza ed espressione culturale Educare alla comprensione dei codici del teatro contemporaneo, stimolando la capacità di decodificare il legame tra spazio fisico e azione drammatica.
Rossum's Universal Robots
di Karel Čapek
traduzione e adattamento Ottavio Cappellani
regia Cinzia Maccagnano
con Agostino Zumbo e con Evelyn Famà, Rita Fuoco Salonia, Marina La Placa, Franco Mirabella
produzione Teatro Stabile di Catania
R.U.R. – Rossum's Universal Robots è un'opera fantascientifica pionieristica, basata sul celebre dramma distopico scritto nel 1920 dallo scrittore ceco Karel Čapek. Un testo di fondamentale importanza storica: è l'opera in cui è stata coniata per la prima volta la parola «robot» (dal ceco robota, lavoro forzato o servitù).
Il dramma è tornato sulle scene italiane con l'importante produzione del Teatro Stabile di Catania nella stagione 2025/2026, in Sala Futura.
La vicenda è ambientata in un futuro distopico, in una fabbrica – la Rossum's Universal Robots – che produce esseri artificiali simili agli umani, progettati per servire l'umanità e sollevare l'uomo da ogni fatica. Con il tempo questi automi sviluppano una coscienza propria, comprendono la propria condizione di sfruttamento e si ribellano ai loro creatori, portando all'estinzione della razza umana.
A più di un secolo dalla sua stesura, lo spettacolo è considerato il primo vero testo teatrale sull'intelligenza artificiale e la bioetica, e conserva una straordinaria forza profetica nell'analizzare il rapporto tra uomo, tecnologia e progresso incontrollato.
L'attualità del tema: l'intelligenza artificiale Affronta in modo immediato e coinvolgente il dibattito contemporaneo sull'AI, sugli algoritmi e sull'automazione, temi che toccano da vicino il futuro lavorativo e quotidiano dei giovani.
L'origine del mito dei robot Permette agli studenti di scoprire l'opera in cui è stata letteralmente inventata la parola «robot», collegando la cultura pop e la fantascienza moderna alle loro radici storiche e teatrali.
Un elemento distopico avvincente La trama fantascientifica e la rivolta delle macchine usano codici narrativi vicini ai gusti letterari, cinematografici e videoludici degli adolescenti, garantendo un altissimo livello di attenzione.
Sviluppa il pensiero critico La trama stimola una riflessione profonda sul limite del progresso tecnologico e sulla responsabilità etica della scienza.
Filosofia, Storia ed Etica L'impatto della seconda rivoluzione industriale, il concetto di alienazione del lavoro (Marx), l'etica della tecnica e la definizione di «umano».
Educazione Civica e Tecnologia L'evoluzione della robotica, l'uso etico delle nuove tecnologie e i risvolti occupazionali e sociali dell'automazione.
Linguistica L'etimologia delle parole e l'impatto dei neologismi nella cultura di massa: la nascita del termine «robot».
Responsabilità tecnologica Stimolare una coscienza critica nell'uso e nello sviluppo delle nuove tecnologie, comprendendo che il progresso scientifico deve essere guidato da valori etici e umanistici.
Memoria storica della letteratura Riconoscere la straordinaria forza profetica della letteratura teatrale del primo Novecento rispetto alle sfide del ventunesimo secolo.
Competenza in materia di cittadinanza Consapevolezza etica sull'uso della tecnologia e comprensione dei diritti legati al lavoro e alla dignità umana.
Pensiero critico e riflessivo Capacità di argomentare il confine tra progresso scientifico e salvaguardia dell'umanità.
testo e regia Claudio Fava
produzione Teatro Stabile di Catania e Teatro della Città
Re di Britannia o capomandamento mafioso, il destino di Lear è segnato: un uomo di potere in declino, prigioniero del mito della propria forza ma inesorabilmente destinato a smarrirsi. Abbandonato dalla fortuna, dalle figlie, dalle obbedienze che gli erano dovute: nella sua sfacciata irriverenza, gli resta fedele solo il Matto.
Sullo sfondo della parabola di Lear – e sulla scena, attraversata da sbarre che separano la gabbia del processo dal resto di un mondo ostile – scorre il Maxiprocesso. Il sovrano diventa l'ingombrante capomafia, rinnegato dalla famiglia, tradito dai propri uomini, costretto al dubbio se pentirsi, arrendersi al destino e alla giustizia, o proseguire orgogliosamente fino all'ineluttabile conclusione il proprio viaggio su una barca che ormai affonda. Accanto al suo declino, lo scontro tra Edmondo ed Edgardo diventa il distillato della sfida eterna fra tradimento e lealtà, inganno e minchioneria.
Un racconto sul potere che attraversa la trama e il linguaggio del Lear di Shakespeare, riportandone i personaggi in una dimensione concreta e attualissima. Tra paradosso, ironia e senso di smarrimento, quel potere si specchia nella progressiva fuga degli altri, svelti a cercare il proprio compromesso con la giustizia. Al vecchio sovrano di Britannia, all'irriducibile capomandamento di Ciaculli, resta l'epilogo di una definitiva solitudine.
L'attualizzazione dei classici Fonde il Re Lear di Shakespeare con la storia italiana recente, dimostrando che i grandi testi classici servono a interpretare il presente.
Una memoria storica attiva Permette ai giovani di scoprire il Maxiprocesso di Palermo non come nozione da manuale, ma come dramma umano, politico e sociale vivo.
Una riflessione sul potere Analizza i meccanismi psicologici della criminalità organizzata, spogliandola dei miti cinematografici per mostrarne la miseria morale.
Educazione alla legalità Stimola il senso critico, l'empatia e la responsabilità civile attraverso la forza emotiva del linguaggio teatrale.
Storia e Cittadinanza · Il Maxiprocesso e la giustizia Approfondire il contesto storico degli anni Ottanta a Palermo, il lavoro del pool antimafia di Falcone e Borsellino e l'importanza giuridica del Maxiprocesso. Analizzare come l'aula bunker sia diventata il simbolo storico della difesa della democrazia da parte dello Stato.
Letteratura e Teatro · Il legame con Shakespeare Analizzare il personaggio di Lear – il declino, la follia, la perdita del potere – e confrontarlo con le figure dei boss mafiosi al tramonto della loro vita. Riflettere su come la drammaturgia classica europea possa essere riscritta per interpretare la cronaca giudiziaria italiana.
La solitudine del male Riflettere su come il testo esplori l'isolamento morale, il tradimento familiare e la paranoia tipica di chi esercita un potere assoluto e violento.
Educazione Civica · Decostruzione del mito Smontare l'immaginario distorto della mafia «d'onore», analizzando attraverso lo spettacolo la violenza cieca e la totale assenza di valori umani.
I linguaggi della mafia Studiare i linguaggi della criminalità organizzata attraverso il valore dei silenzi, dei messaggi in codice e dei comportamenti emersi durante i veri processi storici.
Competenza in materia di cittadinanza Sviluppare una memoria storica attiva, la responsabilità civile e il senso critico nei confronti delle dinamiche mafiose, riconoscendo la profonda miseria etica legata all'esercizio del potere criminale.
Consapevolezza ed espressione culturale Sviluppare la maturità critica necessaria per comprendere la «solitudine del male» e decodificare la commistione tra linguaggi artistici e cronaca giudiziaria.
di Luigi Pirandello
adattamento teatrale e regia Domenico Pinelli
con Mario Autore, Anna Iodice, Domenico Pinelli
e con Gianluca Cangiano, Mario Cangiano, Luigi Leone, Antonio Mirabella, Laura Pagliara, Vittorio Passaro, Lucienne Perreca, Simona Pipolo, Elena Starace
produzione Gli Ipocriti Melina Balsamo e Teatro Stabile di Catania
Liberamente ispirato al romanzo di Luigi Pirandello, lo spettacolo mette al centro il percorso umano e psicologico di Vitangelo Moscarda, un uomo che, dopo aver scoperto l'immagine deformata che gli altri hanno di lui, avvia un processo di progressiva frantumazione della propria identità.
L'adattamento sceglie una costruzione fortemente teatrale, privilegiando l'azione scenica e il rapporto diretto tra i personaggi, e segue l'evoluzione di Vitangelo dai primi dubbi fino alla completa dissoluzione del sé. Al centro emergono i temi dell'incomunicabilità, della follia e dell'impossibilità di definire un'identità unica e stabile.
Lo spettacolo si inserisce nel solco della tradizione teatrale novecentesca, richiamando anche il rapporto tra Pirandello ed Eduardo De Filippo, accomunati da una profonda riflessione sulla fragilità dell'uomo e sui limiti della comunicazione.
L'identità e lo specchio dei social network Il concetto pirandelliano delle «maschere» e dei «centomila» modi in cui gli altri ci vedono rispecchia le dinamiche digitali di oggi: i profili social, i filtri, i «like», la proiezione dell'immagine online e la paura del giudizio altrui. Un tema urgente per ragazzi in piena costruzione del proprio «io».
Un linguaggio fresco, corale e dinamico La regia rompe la rigidità dell'approccio scolastico tradizionale grazie ai tanti giovani attori sul palco: il ritmo visivo e interpretativo è pensato per mantenere alta l'attenzione dei nativi digitali.
Umorismo e paradosso La storia nasce da un dettaglio banale e quotidiano – un naso che pende verso destra, scoperto allo specchio. Questo taglio ironico e grottesco aggancia subito l'interesse dei ragazzi, prima di scivolare nelle riflessioni filosofiche più profonde dell'autore.
Letteratura italiana · Il Novecento e la crisi dell'io Analizzare il passaggio dal romanzo psicologico alla trasposizione scenica. Lo spettacolo semplifica la complessità del testo originario ed è sia un'introduzione alla letteratura del Novecento (classi terze della secondaria di primo grado) sia un approfondimento del programma curricolare (triennio delle superiori).
Storia del teatro · Pirandello ed Eduardo Esplorare le radici della grande tradizione teatrale italiana del Novecento, approfondendo la riflessione sulla fragilità dell'uomo e sui limiti della comunicazione che accomunano Luigi Pirandello ed Eduardo De Filippo.
Educazione Civica · Cittadinanza digitale e benessere psicologico Lo spunto per discutere in classe di reputazione digitale, cyberbullismo, percezione corporea ed emotiva nel gruppo dei pari, decostruendo l'ansia da prestazione sociale alimentata dalle piattaforme virtuali.
Crescita personale, emotiva e civile Sviluppare autoconsapevolezza emotiva e maturità critica nella costruzione della propria identità, imparando a gestire il peso del giudizio esterno e la complessità delle relazioni interpersonali.
Consapevolezza ed espressione culturale Riconoscere e decodificare le strutture del grottesco e dell'umorismo pirandelliano (il «sentimento del contrario»), potenziando le capacità di analisi e interpretazione dei testi letterari.
Competenza relazionale Riflettere sui limiti dell'incomunicabilità per sviluppare strategie di ascolto autentico e dialogo costruttivo nel gruppo classe, superando barriere e «maschere» relazionali.
Portiamo la magia e la riflessione del Teatro Stabile direttamente nelle vostre aule, palestre e auditorium: allestimenti leggeri e versatili, con date da concordare con ogni istituto.
Una critica sociale e generazionale in chiave surreale e ironica.
scritto, diretto e interpretato da Rita Fuoco Salonia
Il testo si configura come una critica sociale e generazionale in chiave surreale e ironica, ambientata sullo sfondo di una Roma ("capitale marcescente") eletta a specchio del decadimento etico dell'intera Italia contemporanea.
E' un racconto teatrale surreale, ironico e poetico ambientato sullo sfondo di una grande capitale in declino, dove i protagonisti sono degli "antieroi" della vita di tutti i giorni che cercano di sopravvivere in un'Italia piena di contraddizioni sociali. Unendo la dura realtà quotidiana al mondo dei sogni, lo spettacolo affronta temi complessi come la fine delle speranze per un futuro migliore e la fragilità umana, ma lo fa con una forte dose di poesia di strada e comicità amara, dove "si ride per non piangere". Grazie alla chiave del surreale e dell'ironia, la messinscena non risulta mai triste o pesante, ma adotta un linguaggio vicinissimo al mondo dei giovani; si rivela così un viaggio straordinario capace di mostrare agli studenti come la poesia possa diventare l'arma segreta per affrontare le difficoltà della vita e riscoprire l'empatia.
Immediatezza e gioco visivo Il linguaggio prevalentemente mimico e non verbale – mimo, slapstick comedy, teatro fisico – cattura subito l'attenzione dei più piccoli. La parodia comica dei «cattivi» trasforma la paura del conflitto in una risata liberatoria.
Comprensione intuitiva del messaggio La caffettiera al posto della pistola è una metafora visiva potentissima: i bambini capiscono subito che l'ingegno e la condivisione vincono sulla forza bruta.
Smontaggio degli stereotipi I ragazzi di questa età sono immersi in modelli di forza e prestazione. Lo spettacolo mostra il valore dell'antieroe: Pippo e Gonzalo sono inadeguati, buffi e pieni di paure, ma è proprio accettando questa fragilità che riescono a collaborare e a risolvere il problema.
Educazione alla gestione dei conflitti In un'età delicata per le dinamiche di gruppo, la metafora del «malinteso comico» aiuta a riflettere su come nascono le incomprensioni e su come un gesto di convivialità – il caffè insieme – possa spegnerle.
Decodifica dei linguaggi artistici e citazionismo Gli studenti più grandi possono apprezzare la raffinata operazione culturale dietro lo spettacolo: il ribaltamento dei cliché dello spaghetti western (omaggio a Sergio Leone) e la destrutturazione del mito della frontiera.
Riflessione politica e civile: l'antimilitarismo Lo spettacolo diventa una parabola filosofica e sociale. Il motto «Fate il caffè, non fate la guerra» si trasforma in un manifesto di cittadinanza, stimolando il dibattito sulla corsa agli armamenti e sulla risoluzione pacifica delle tensioni internazionali.
Il contrasto sociale: La polarizzazione estrema tra l'alto borghigiano ("salotti tres chic" legati al consumo di sostanze) e il basso della marginalità urbana ("poveri senza clemenza").
Il disincanto generazionale: Viene affrontato il tema del "sogno infranto" e della fine della stabilità futura, offrendo uno specchio alle inquietudini esistenziali dei giovani.
La "macchia" come presagio: Una metafora della malattia, del senso di colpa o dell'angoscia esistenziale che contamina la quotidianità.
La fusione tra reale e onirico: Un registro letterario in cui il sogno e l'incubo della realtà si confondono continuamente, nobilitando gli "anti-eroi reali" in figure poetiche di strada.
Riconoscere ed evidenziare l'uso dell'ironia e del surrealismo come strumenti di denuncia sociale e politica all'interno di un testo letterario.
Educazione all'empatia e all'inclusione: Comprendere e analizzare le dinamiche di emarginazione urbana, riconoscendo la dignità ("la componente poetica e mitologica") anche negli "anti-eroi" e negli ultimi della società.
Decodifica della metafora: Saper interpretare i simboli presenti nel testo (es. la "macchia", i "salotti chic", il "viaggio senza ritorno") correlandoli al contesto storico e sociale attuale.
Italiano (Letteratura e Teatro): studio del genere drammaturgico e narrativo contemporaneo. Confronto con le correnti del Novecento che hanno fuso reale e surreale (es. il Realismo Magico, Pirandello per la scomposizione della realtà, o Pasolini per il ritratto delle borgate e delle contraddizioni romane).
Educazione Civica: analisi delle problematiche sociali urbane, della legalità, del contrasto alle dipendenze nei contesti d’élite, della tutela dei diritti delle fasce marginalizzate e della sostenibilità ambientale (legata alle scelte di allestimento).
Geografia Umana / Sociologia: studio delle trasformazioni delle grandi metropoli contemporanee (gentrificazione, quartieri ghetto, solitudine urbana) prendendo la Capitale come caso studio letterario.
Un viaggio poetico e visionario ispirato a Italo Calvino
di e con Pietro De Nova e Maurizio Zucchi
paesaggi sonori Stefano Errico
Un viaggio poetico e visionario ispirato alle suggestioni di Italo Calvino. L'esperienza di uno spettacolo ci cambia sempre: non lasciamo mai un teatro uguali a come ci siamo entrati, come quando un bambino ascolta a bocca aperta le imprese del nonno, accanto al camino.
È proprio quello che accade a Levante e Ponente una mattina di primavera, al Mercato Centrale della Grande Città. Sono le prime luci di un giorno di lavoro come tanti altri, eppure diverso: ai due mercanti venuti a vendere la propria mercanzia accade qualcosa di insolito. Nessuno degli altri banchetti è stato allestito e nessun cliente sembra venire loro incontro. La piazza è deserta, come prima di una tempesta.
Ponente e Levante si guardano con gli occhi di chi si conosce da una vita, pur senza essersi mai visti. E pensare che hanno visto i mercati d'ogni angolo del globo: i venti che portano nel loro nome soffiano da sempre sulla vecchia Europa come sui paesi più esotici, e hanno attraversato le città più moderne e i caravanserragli più insoliti. Le città, i mercati, le esperienze vissute hanno riempito le loro valigie e i loro occhi, ma l'incontro delle loro vite sta per regalare loro la storia più bella.
E se tutte le città del mondo altro non fossero che la bancarella di un mercato?
Perché è adatto agli studenti (pulsante sito Perché è adatto agli studenti)
L'opera è ideale per la fascia d'età del biennio e triennio delle scuole superiori per diverse ragioni pedagogiche e strutturali:
Sintonizzazione con il disorientamento giovanile: I ragazzi dai 14 anni iniziano a sviluppare una coscienza critica verso il futuro. Il tema del "sogno infranto" intercetta le loro naturali inquietudini esistenziali.
Linguaggio e stile stimolanti: Il registro unisce ironia, surrealismo e "poesia di strada". Evita il tono paternalistico dei testi moralistici, risultando immediato, magnetico e vicino alla sensibilità contemporanea dei giovani
Educazione alla complessità: La commistione tra realtà e dimensione onirica sfida gli studenti a superare una lettura superficiale, allenandoli a decodificare metafore complesse (come la "macchia") e strutture narrative non lineari.
Scenografia Fluida: Lo spazio scenico si trasforma costantemente sotto gli occhi degli studenti attraverso l'uso dinamico di luci, proiezioni e moduli minimalisti ed essenziali. Questo approccio permette di passare istantaneamente dai "salotti chic" della borghesia alle ombre della marginalità urbana, stimolando l'immaginazione dei ragazzi e dimostrando come il teatro possa creare infiniti mondi possibili senza l'ausilio di apparati monumentali.
Teatro a KM Zero In linea con le moderne sensibilità ecologiche e di sostenibilità: L'intero impianto scenotecnico, i costumi e i materiali di scena sono pensati per ridurre al minimo l'impatto ambientale, privilegiando il riuso creativo, elementi leggeri e facilmente trasportabili e l'ottimizzazione delle risorse locali. Questa scelta rappresenta un preciso valore pedagogico per gli studenti: la dimostrazione pratica che la qualità artistica e l'impegno civile possono e devono camminare di pari passo con il rispetto del pianeta.
Empatia e apertura culturale Educare al valore dell'incontro, del dialogo transculturale e della scoperta dell'altro come fonte di arricchimento personale.
Competenze multilingue Incentivare l'ascolto e la comprensione delle lingue straniere (inglese e francese) in contesti non formali e performativi.
Immaginazione e pensiero critico Abituare i ragazzi a decodificare linguaggi artistici complessi, unendo la parola letteraria alla suggestione del suono.
Ascolto attivo Sviluppare la capacità di concentrazione attraverso l'immersione nei paesaggi sonori e nella narrazione teatrale.
Italiano (Letteratura e Teatro): Studio del genere drammaturgico e narrativo contemporaneo. Confronto con le correnti del Novecento che hanno fuso reale e surreale (es. il Realismo Magico, Pirandello per la scomposizione della realtà, o Pasolini per il ritratto delle borgate e delle contraddizioni romane).
Educazione Civica: Analisi delle problematiche sociali urbane, della legalità, del contrasto alle dipendenze nei contesti d'élite, della tutela dei diritti delle fasce marginalizzate e della sostenibilità ambientale (legata alle scelte di allestimento).
Geografia Umana / Sociologia: Studio delle trasformazioni delle grandi metropoli contemporanee (gentrificazione, quartieri ghetto, solitudine urbana) prendendo la Capitale come caso studio letterario.
Favola di due pistoleri morti di sonno e di spavento, che scoprono per caso la ricetta del caffè mentre affrontano un'orda di fuorilegge
di e con Pietro De Nova e Maurizio Zucchi
musiche Stefano Errico e Gabriele Bianchi
Café Western nasce per tutti i pubblici e per tutti i palchi, internazionali e nostrani, per raccontare quanto sia importante – soprattutto oggi – riappropriarsi del coraggio di deridere i prepotenti facendone la parodia.
È la favola grottesca di due antieroi in una postmodernità in crisi: due pistoleri muti, in lotta con gli stereotipi del grande cinema western, o per meglio dire dell'eroe a tutti i costi. Hanno perso la propria attrattiva come una locandina ingiallita in un cinema abbandonato. La riflessione tragicomica sulla crisi dei miti occidentali si sviluppa intorno all'inadeguatezza dell'eroismo ai giorni nostri: l'eroe abituato ad apparire va in tilt, perché oggi il vero eroismo richiede la capacità di mettere da parte la propria volontà di apparire.
La vicenda di Pippo e Gonzalo, come in un fumetto, disegna la caricatura del villain western per destrutturarne i paradigmi machisti e ridicolizzare gli schemi violenti dei conflitti armati. Una coppia comica tenta di affermare la propria sfrontatezza, ma fallisce sistematicamente, per eccesso di insicurezza o di spossatezza. Come due fantasmi che hanno terrore della propria ombra, Pippo e Gonzalo cercano quella voce da eroi solitari che non hanno mai avuto, ma finiscono per trovare il segreto dello stare bene in compagnia. Così il caffè diventa simbolo di una convivialità in ascolto, lontana da sopraffazioni e violenze.
Immediatezza e gioco visivo Il linguaggio prevalentemente mimico e non verbale – mimo, slapstick comedy, teatro fisico – cattura subito l'attenzione dei più piccoli. La parodia comica dei «cattivi» trasforma la paura del conflitto in una risata liberatoria.
Comprensione intuitiva del messaggio La caffettiera al posto della pistola è una metafora visiva potentissima: i bambini capiscono subito che l'ingegno e la condivisione vincono sulla forza bruta.
Smontaggio degli stereotipi I ragazzi di questa età sono immersi in modelli di forza e prestazione. Lo spettacolo mostra il valore dell'antieroe: Pippo e Gonzalo sono inadeguati, buffi e pieni di paure, ma è proprio accettando questa fragilità che riescono a collaborare e a risolvere il problema.
Educazione alla gestione dei conflitti In un'età delicata per le dinamiche di gruppo, la metafora del «malinteso comico» aiuta a riflettere su come nascono le incomprensioni e su come un gesto di convivialità – il caffè insieme – possa spegnerle.
Decodifica dei linguaggi artistici e citazionismo Gli studenti più grandi possono apprezzare la raffinata operazione culturale dietro lo spettacolo: il ribaltamento dei cliché dello spaghetti western (omaggio a Sergio Leone) e la destrutturazione del mito della frontiera.
Riflessione politica e civile: l'antimilitarismo Lo spettacolo diventa una parabola filosofica e sociale. Il motto «Fate il caffè, non fate la guerra» si trasforma in un manifesto di cittadinanza, stimolando il dibattito sulla corsa agli armamenti e sulla risoluzione pacifica delle tensioni internazionali.
Empatia ed espressività corporea Riconoscere la condivisione come alternativa al capriccio o alla prepotenza; potenziare ascolto e concentrazione attraverso la musica dal vivo e i suoni.
Unicità e cooperazione Valorizzare la propria unicità ed elaborare il senso di inadeguatezza; favorire la cooperazione nel gruppo classe; smontare i modelli di mascolinità tossica o di «forza» legati alla prevaricazione.
Pensiero critico e cultura della non violenza Applicare il pensiero critico ai media e ai generi narrativi; maturare una coscienza civile orientata alla non violenza, in linea con l'educazione alla pace e alla cittadinanza globale; analizzare l'uso drammaturgico del suono e del corpo in assenza di testo verbale.
Una selezione di spettacoli è fruibile dagli studenti e dalle classi anche attraverso le repliche pomeridiane e serali.
Assistere a uno spettacolo fuori dall'orario scolastico è un valore aggiunto per la crescita dei ragazzi: permette di vivere l'evento nella sua veste più reale ed emozionante, respirando l'atmosfera del pubblico e inserendosi nel tessuto culturale della città come cittadini attivi. Questa modalità responsabilizza gli studenti e ne stimola l'autonomia, e promuove il teatro come alternativa culturale per il tempo libero, in contrasto con la passività digitale.
Gruppi di 2 o 3 spettacoli costruiti attorno ai grandi filoni culturali della Stagione 2026/2027, con un filo conduttore didattico chiaro e interdisciplinare.
Scuole superiori · Romeo e Giulietta anche per le medie
Otello
Le dinamiche distruttive di gelosia, manipolazione e pregiudizio 19 — 24 Gennaio · Teatro Verga
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Romeo e Giulietta
Il conflitto generazionale e l'amore oltre i vincoli sociali 2 — 7 Marzo · Teatro Verga
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Lear, o del maxiprocesso
La riscrittura del potere e della cecità paterna 30 Marzo — 4 Aprile · Teatro Verga
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Il sindaco del rione Sanità
La legge della strada contro la legge dello Stato 26 — 31 Gennaio · Teatro Verga
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Non ti pago
Il gioco, la superstizione e i legami familiari comici 4 — 14 Febbraio · Teatro Verga
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Fratelli De Filippo
La storia e l'eredità artistica della celebre dinastia 12 — 17 Gennaio · Teatro Verga
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Guerra civile
Le fratture interne alle società e le macerie morali Dal 5 al 10 Gennaio · Teatro Verga
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Gli occhi della guerra
Il reportage e lo sguardo giornalistico sulla sofferenza 7 Dicembre · Teatro Verga
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Emigranti
Lo sradicamento culturale e la ricerca di una nuova vita 1 — 6 Dicembre · Teatro Verga
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Enigma
La tensione psicologica e le verità nascoste dietro i muri 6 — 11 Aprile · Teatro Verga
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Le false confidenze
Il gioco degli inganni e dei destini incrociati 19 — 28 Febbraio · Teatro Verga
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L’inconveniente
La rottura dell'ordine quotidiano che svela l'imprevisto 4 — 13 Maggio · Teatro Verga
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People, places & things
La lotta contemporanea contro la dipendenza e la disintossicazione 6 — 15 Novembre · Teatro Verga
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Gin game
La solitudine della vecchiaia trasformata in una spietata metafora di gioco 17 — 22 Novembre · Teatro Verga
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Non si sa come
Il tradimento e il tormento interiore delle passioni 8 — 11 Dicembre · Teatro Verga
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Il ritratto di Dorian Gray
Il doppio e l'estetismo esasperato 15 — 20 Dicembre · Teatro Verga
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Uno nessuno centomila
La frammentazione dell'identità pirandelliana Dal 18 al 23 Maggio · Teatro Verga
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Pirandello pulp
La decostruzione ironica e moderna dell'universo d'autore 27 Aprile — 2 Maggio · Teatro Verga
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L.A.V.A.
L'espressione corporea e la geodinamica della natura 23 Ottobre — 1 Novembre · Teatro Verga
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Uno nessuno centomila
Meta-teatro e rottura della quarta parete Dal 18 al 23 Maggio · Teatro Verga
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Romeo e Giulietta
L'attualizzazione del testo, specchio delle tensioni contemporanee 2 — 7 Marzo · Teatro Verga
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Gratuità per i docenti accompagnatori, alle stesse condizioni per matinée, pomeridiane e serali.
Valida per spettacoli in matinée, pomeridiani o serali.
Il teatro prevede riduzioni speciali per i gruppi scolastici, per i giovani under 30 e per gli universitari.
Scelta libera tra i titoli delle proposte A e B e i 5 spettacoli fissi in cartellone. Valido per tutti gli allievi, sia giovani sia adulti. Come aderire Per attivare la promozione, il docente o il responsabile della scuola dovrà comunicare il numero complessivo di abbonamenti richiesti e l'elenco dei nominativi degli allievi direttamente al nostro ufficio di riferimento.
Per i docenti referenti che desiderano portare le proprie classi a teatro, la procedura è centralizzata tramite l'Ufficio Scuola.
Invia una richiesta via email a scuola@teatrostabilecatania.it o a tiziana.ali@teatrostabilecatania.it, oppure chiama i numeri dedicati.
Istituto, spettacolo o mini-abbonamento scelto, numero di studenti e di docenti accompagnatori.
Il pagamento si effettua con bonifico bancario oppure direttamente in botteghino, concordando un appuntamento.
Il Teatro Stabile di Catania offre alle scuole la possibilità di partecipare a percorsi di Formazione Scuola-Lavoro (FSL) di classe, che permettono agli studenti di acquisire competenze trasversali e orientamento nel mondo del teatro e dello spettacolo dal vivo.
Oltre all'esperienza formativa in campo teatrale, i percorsi sviluppano competenze come il lavoro di squadra, la comunicazione, la creatività e il problem solving, fondamentali per il successo in qualsiasi percorso professionale.
Percorso formativo nell'ambito della critica teatrale
Gli studenti seguono un percorso formativo nella critica teatrale. È previsto:
Gli incontri si svolgono presso l'istituto e/o negli spazi del Teatro Stabile di Catania.
L'allestimento di uno spettacolo
Gli studenti comprendono la sinergia necessaria alla messinscena di uno spettacolo, relazionandosi con il personale artistico e tecnico e scoprendo le professioni del settore. Sono previsti:
I metodi narrativi e interpretativi della lettura ad alta voce
Incontri con attori professionisti che guidano gli studenti ad applicare tecniche e strategie di lettura e di ascolto.
Approfondimento sulla messinscena del testo
Un percorso che svela come un testo letterario possa diventare un evento scenico, attraverso incontri con registi e attori degli spettacoli prodotti dal Teatro Stabile.
Gli incontri e i percorsi possono essere modulati secondo le esigenze organizzative degli istituti. L'Ufficio Scuola è a disposizione per informazioni e per concordare le modalità di partecipazione organizzativa ed economica: 095 7310843 · tiziana.ali@teatrostabilecatania.it
Nella Sala Futura il Teatro Stabile di Catania propone un progetto dedicato alla nuova drammaturgia e alla valorizzazione dei talenti emergenti della scena italiana: la nascita e la messa in scena delle tre opere vincitrici del Bando Drammaturgia 2025.
La particolarità è la formula «teatro a porte aperte»: l'intero processo di creazione dei tre nuovi spettacoli, affidati alla regia di Lorenzo Lavia e a un cast di giovani attori dello Stabile, è accessibile al pubblico studentesco e al pubblico in generale.
Regia di Lorenzo Lavia, con un cast di giovani attori del Teatro Stabile di Catania.
Il percorso è una vera immersione nella filiera produttiva dell'industria culturale: permette ai ragazzi di comprendere da vicino i mestieri dello spettacolo dal vivo e di sviluppare competenze trasversali legate al pensiero critico, all'ascolto attivo, alla scrittura contemporanea e alla progettazione culturale.
Vi aspettiamo a teatro per condividere con i vostri studenti una stagione ricca di stimoli, riflessioni e crescita. L'Ufficio Scuola è a disposizione dei docenti per personalizzare i percorsi, coordinare le prenotazioni e attivare i progetti FSL.
Contatta l'Ufficio Scuola →
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