La pazza di Chaillot

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Informazioni

Botteghino:

Via G. Fava 35, Catania

Recapiti:
tel +390957310856 (Botteghino)
tel +390957310888 (Informazioni)

Aperto
lunedì: dalle 15 alle 19
da martedì a sabato: dalle 10:00 alle 19:00
Domenica chiuso. Aperto dalle 16:30, quando c’è uno spettacolo

abbonati@teatrostabilecatania.it

di Jean Giraudoux
adattamento Letizia Russo
con Manuela Mandracchia, Giovanni Crippa
e con Filippo Borghi, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Mauro
Malinverno, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos,
Zoe Pernici, Miriam Podgornik
regia Franco Però
scene Domenico Franchi
costumi Andrea Viotti
musiche Antonio Di Pofi
produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Napoli – Teatro
Nazionale

Quali forme, nelle nostre società opulente, ha assunto l’impegno politico? Le rivendicazioni sono sempre più parcellizzate. Puoi avere grandi fabbriche, aziende che licenziano e rischiano di chiudere e con difficoltà vedi dei cortei degni di questo nome. E soprattutto dai giovani – ma non solo – queste situazioni drammatiche sono percepite come cose lontane o, comunque, che vengono dopo… e forse ancora più in là. Altri sono i temi che possono appassionare e, tra questi, le questioni legate all’ambiente sono forse quelle capaci di trascinare nelle piazze numeri importanti di cittadini: come continuamente le immagini televisive ci rimandano, e – aggiungiamo – per fortuna. L’ambiente, i cambiamenti climatici, la distruzione della natura sono viste, giustamente, come questioni politiche, che hanno bisogno di risposte immediate. Jean Giraudoux, è un drammaturgo, romanziere, diplomatico, nelle cui opere, grazie a una intelligenza di stampo illuminista (e per questo, è considerato troppe volte come autore di opere di impronta borghese) affronta, rileggendoli con ironia e profondità, temi politici e personaggi mitici, e con l’amicizia che lo lega a Louis Jouvet – con cui ha costruito nel tempo un vero sodalizio artistico – crea alcune tra le più belle opere teatrali francesi degli anni Trenta. Nel 1943, durante l’occupazione tedesca, scrive – quasi a premonizione dei tempi a venire – questa folle, ecologica, politica, poetica ed ingenua commedia fantastica, La folle de Chaillot. Questa donna, che sembra vivere fuori dal mondo, ma amata da tutte le persone umili del suo quartiere, viene a sapere che un gruppo di affaristi (industriali, finanzieri, avventurieri) avendo scoperto che sotto Parigi vi sono immensi giacimenti di petrolio, vogliono distruggere la città per impadronirsene. E allora che cosa decide di fare? Semplice: convoca altre amiche – che, al pari di lei, vivono tra normalità e follia – e con queste, e con l’aiuto dei personaggi più poetici ad esse vicini, decidono di ucciderli. In questo lavoro c’è tanta consapevolezza della direzione che avrebbero preso le nostre società, con disinvolto cinismo. Una fiaba ironica e sarcastica, condotta con una scrittura di grande leggerezza, seppur talvolta, la ridondanza letteraria – accettabilissima all’epoca – si sente: ed è per questo che ho chiesto la collaborazione di Letizia Russo. Dopo la collaborazione felice nella trasposizione del romanzo di Böll L’onore perduto di Katharina Blum, ho dato una specie di carta bianca a Letizia per permetterle di lavorare sulla commedia, mantenendone il ritmo, l’ironia, il sarcasmo e sfrondandola di quel di più, legato al momento in cui Giraudoux l’aveva creata. Dodici saranno gli attori impegnati nello spettacolo. La base sarà la compagnia dello Stabile, più degli altri apporti. Per il ruolo principale la scelta è caduta su Manuela Mandracchia: una tra le più brave attrici del panorama nazionale, pluripremiata (UBU, Maschere del Teatro, Flaiano) e che ha lavorato, in ruoli che l’hanno vista protagonista, con i più importanti registi italiani.