La notte dell’innominato

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Botteghino:

Via G. Fava 35, Catania

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Aperto
lunedì: dalle 15 alle 19
da martedì a sabato: dalle 10:00 alle 19:00
Domenica chiuso. Aperto dalle 16:30, quando c’è uno spettacolo

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da Alessandro Manzoni
regia e adattamento di Daniele Salvo
con Eros Pagni

produzione Centro Teatrale Bresciano e Teatro de Gli Incamminati

Immerso in una densità scenica unica, costruita tramite affascinanti videoproiezioni, un fuoriclasse
della scena come Franco Branciaroli dà corpo e voce al dramma manzoniano dell’innominato. È la
notte fatale dell’arrivo di Lucia al castello, quando un uomo abituato a compiere il male si trova
d’improvviso a fare i conti con sé stesso, con la sua disperazione, la sua ambizione, la sua finitezza.
Questa notte interminabile domina tutti i personaggi, li spinge ad azioni impensabili dando così vita
una fiaba nera e allucinata, dove la solitudine e l’angoscia si affacciano più volte a contrastare
l’insorgere di un nuovo sguardo sul mondo, di una luce di speranza e rinnovamento che chiama a
una nuova vita. Daniele Salvo porta in scena una fiaba gotica di grande impatto emotivo in cui la
storia manzoniana si racconta nella sua parte più buia, fatta di dubbio, lotta, enigma.
«Notte infinita, interminabile, indecifrabile mala notte – scrive Daniele Salvo nelle note di regia –.
I due protagonisti di questo straordinario viaggio mentale, ideato dal Manzoni nel suo capolavoro e
riscritto oggi per la scena, si muovono in questa notte che sembra perenne. L’innominato fa i conti
con se stesso, con la sua mancanza di fede, la sua ambizione, la sua finitezza. Questa notte eterna,
vera protagonista del testo, avvolge tutti i personaggi, li rende incerti, ansiosi, fragili, muta le loro
convinzioni, li spinge a compiere azioni impensabili».
Una notte in cui si può cogliere il percorso che compie la coscienza dell’uomo, prima verso il basso,
in un’atmosfera di incubo e di prostrazione, e poi di risalita verso la liberazione dal tormento e il
raggiungimento del ravvedimento e della conversione: «La vertiginosa e tormentata parabola
notturna dell’Innominato ha le caratteristiche dell’allucinazione gotica – prosegue il regista –, della
fiaba nera: e dunque la realtà scenica dello spettacolo sarà regolata dalle leggi del sogno. Poiché
nella notte tutto può accadere: si imboccano vie sconosciute e tortuose, ed è facilissimo ritrovarsi in
situazioni illogiche ed impossibili. È questa una notte contaminata, inquinata irrimediabilmente
dalla peste nera. Ma una via per una nuova luce è ancora possibile».