‘A Cirimonia vince il Premio Associazione Nazionale Critici Italiani

07/12/2020

Lo spettacolo ‘A Cirimonia, diretto e interpretato da Enzo Vetrano e Stefano Randisi su un testo di Rosario Palazzolo, ha vinto il Premio Associazione Nazionale Critici Italiani
Questo progetto, nato nel 2020, nel 2021 sarà coprodotto dal Teatro Stabile di Catania e dal Teatro Biondo di Palermo.

Vetrano e Randisi – recita la motivazione del premio –  si fanno autori di un meccanismo teatrale carico di tensione, che ci mostra una struggente verità nascosta tra i frammenti della memoria dei loro personaggi, che s’interrogano crudeli e spaventati, eccitati e disperati“.

A renderci felici non è solo la prospettiva di portare in scena lo spettacolo nel 2021, ma di vedere premiati professionisti sul cui talento il Teatro Stabile ha creduto e investito da tempo, rendendoli parte del proprio nucleo artistico.

Ricordiamo infatti che con Enzo Vetrano e Stefano Randisi abbiamo prodotto quest’estate Lu cori non ‘nvecchia, sui testi di Nino Martoglio, e che Rosario Palazzolo è già tra gli autori del nostro Avanti Veloce.

 

 


‘A CIRIMONIA (L’impossibilità della verità)

di Rosario Palazzolo
interpretazione e regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi
scene e costumi di Mela Dell’Erba
luci di Max Mugnai
musiche e suono di Gianluca Misiti
canzoni interpretate da Raffaella Misiti
elettricista Antonio Rinaldi
assistente volontaria Elena Patacchini
le voci registrate sono di Rosario Palazzolo e dei piccoli Alberto Pandolfo e Viola Palazzolo

‘A Cirimonia è uno spettacolo che, con un gioco linguistico molto seducente e un meccanismo teatrale carico di tensione, ci fa scorgere una verità nascosta tra i frammenti di memoria dei due personaggi che agiscono sulla scena.
‘U masculu e ‘A fimmina sono pronti, hanno indossato il loro costume, assunto le identità che servono per celebrare una cerimonia: un compleanno, presumibilmente, con tanto di torta e candeline. Ma prima devono rievocare un fatto, rivivere un ricordo che appartiene a entrambi e che solo assieme potranno ricomporre. Si interrogano reciprocamente con crudeltà e paura, attraversano incertezze ed entusiasmi, eccitazioni e abbattimenti, disperazioni e gioie improvvise e continuano a sentire voci, attorno a loro, voci di adulti e di bambini, minacciose o tormentate. E quando si illudono di aver capito, di aver trovato quello che cercavano, nel momento stesso in cui la verità balugina come un lampo accecante davanti agli occhi di tutti, allora il ricordo si azzera, e la verità rimane un non detto, qualcosa di inesprimibile, o forse da cancellare.
La scrittura di Palazzolo ha cadenza e ritmo incalzanti e lascia allo spettatore il compito di completare, ognuno per sé, un per- corso che lo spettacolo fa soltanto intravedere a squarci.