Teatro Verga / 20 – 25 febbraio 2018

Lunga giornata verso la notte

Per concludere la trilogia americana affrontata con il Teatro Menotti di Milano, e nata qualche anno fa da un desiderio di un incontro scenico tra me e Milvia Marigliano, ho scelto “Lunga giornata verso la notte” di Eugene O’Neill. Dopo i fortunati “Zoo di vetro” di Williams e “Chi ha paura di Virginia Woolf?” di Albee, ci confrontiamo con un altro grande drammaturgo statunitense. È sempre la famiglia quella che si mette in scena, come se il grande sogno americano non potesse se non partire da lì, dove tutto ha inizio e dove tutto a volte si conclude. Una lunga notte, ancora in compagnia di un fiume di alcol, questa volta con in più anche il senso di una malattia (nel testo era tubercolosi, oggi potrebbe essere cancro), e la dipendenza da droghe (nel testo era morfina, oggi potrebbe essere anfetamina, cocaina o altro). Come nei due testi già portati in scena, anche qui ciò che m’interessa non è tanto uno spaccato americano, per di più in questo caso con personaggi d’origine irlandese, ma la forza dei dialoghi e la possibilità di costruire quattro grandi interpretazioni. Con dei dovuti tagli essendo il testo di O’Neill, come quello di Albee, molto prolisso, difetto ricorrente negli autori statunitensi. E se negli spettacoli precedenti avevo usato un impianto volutamente non naturalistico per uscire dal melò e da una certa convenzionalità, qui è il teatro nel suo chiaro essere ad apparirmi alla mente. Il capofamiglia è un attore, dalla carriera incerta, il suo primogenito è stato un attore senza motivazioni ma costretto a recitare dal padre, desideroso di vederlo in qualche modo sistemato. Ma attori li possiamo considerare tutti e quattro i protagonisti di questa rappresentazione di una lunga nottata, dove la nebbia è data dalla macchina del fumo, dove gli attori/personaggi escono e rientrano nel proprio camerino, come nella propria solitudine. Il testo di O’Neill mi si è rivelato come un’enorme celebrazione dell’immaginazione, dove i personaggi hanno continuamente un doppio binario di menzogna e verità, ma per citare il titolo di un libro di Elsa Morante, a vincere è il sortilegio: della droga, dell’alcol, ma soprattutto del teatro.
Arturo Cirillo

di Eugene O’ Neill
traduzione Bruno Fonzi

con Milvia Marigliano, Arturo Cirillo, Rosario Lisma, Riccardo Buffonini

scene Dario Gessati – assistente Maddalena Moretti
costumi Tommaso Lagattolla – assistente Donato Di Donna

luci Mario Loprevite

regia Arturo Cirillo
assistente alla regia Mario Scandale

Un ringraziamento per la collaborazione a Lucia Rho


produzione Tieffe Teatro

Arturo Cirillo

Milvia Mirigliano

Milvia Marigliano

Riccardo Buffonini

Riccardo Buffonini

Calendario rappresentazioni

Martedì 20 febbraio 2018 ore 20,45
Mercoledì 21 febbraio 2018 ore 17,15
Giovedì 22 febbraio 2018 ore 20,45
Venerdì 23 febbraio 2018 ore 17,15
Sabato 24 febbraio 2018 ore 20,45
Domenica 25 febbraio 2018 ore 17,30

 

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