Teatro Verga / 23 – 28 aprile 2019

La rondine

(La canzone di Marta)

“Cos’è che ci rende umani? Di tutto quel che siamo e che facciamo, cosa credi definisca realmente la nostra umanità?” Per Marta, una madre ferita nel profondo dell’anima, la risposta è: il dolore. Quel che ci rende umani è la capacità di sentire come proprio il dolore degli altri. E questo è il sentimento che percorre la spina dorsale de “La rondine”, dramma di Guillem Clua, esplicitamente ispirato all’attacco terrorista al Bar Pulse di Orlando, negli Stati Uniti, nel giugno del 2016. Nell’opera s’incontrano due personaggi, Marta e Matteo. La prima, una severa maestra di canto, riceve la visita di Matteo, che desidera migliorare la propria tecnica vocale per cantare ad una commemorazione per sua madre, scomparsa di recente. La canzone scelta ha uno speciale significato per lui, e sembra, anche per la donna che, nonostante le reticenze iniziali, acconsente ad aiutare il giovane alunno. Mano a mano che la lezione procede, i due personaggi disvelano dettagli del loro passato, profondamente segnato da un attentato di terrorismo islamico successo in città l’anno precedente. Il significato reale di quell’attacco, le motivazioni del terrorista, e la grande ombra delle sue vittime, provocano un confronto tra Marta e Matteo, che li porta a scoprire la verità sui terribili dettagli di quell’accadimento. Questa verità li obbliga a riflettere sulle proprie identità, l’accettazione della perdita, la fragilità dell’amore, scoprendosi l’uno all’altro, fino al punto che i loro destini saranno uniti in un canto alla vita condiviso. Il testo, come si è anticipato, s’ispira direttamente alla strage del Bar Pulse di Orlando, nella quale morirono 49 persone, ma non parla solo di quell’attentato. In essa risuonano anche le tragedie del Bataclán di Parigi, del lungomare di Nizza, delle Ramblas di Barcellona … e tenta di comprendere l’assurdità dell’orrore, le conseguenze dell’odio e le strategie che utilizziamo perché non ci distruggano l’anima. In qualche modo tutti siamo noi, perché davanti ad un attacco indiscriminato tutti siamo vittime, e tutti ci troviamo allo stesso bivio: odio o amore. Il nostro mondo dipenderà dalla direzione che prenderemo.
Laureato in giornalismo presso l’Università Autonoma di Barcellona (UAB), ha iniziato i suoi studi di scrittura presso la London Guildhall University nel 1994, dove ha studiato teatro, cinema e fotografia. Quella di Clua è considerata una delle voci più innovative e versatili dell’attuale teatro nazionale. La critica ha definito il suo lavoro come multidisciplinare, eclettico e con una preoccupazione prioritaria per la struttura narrativa e l’argomento. Il suo obiettivo è sempre quello di raccontare storie e renderle vicine allo spettatore, usando meccanismi di intrigo, commedia o melodramma, un ritmo veloce e persino elementi di altri media, come la televisione, internet e cinema. Il risultato sono opere politiche ad alta tensione (La pelle in fiamme, Il gusto delle ceneri) e drammi epici (Marburg, Invasion), ma anche musical (Killer, Un angelo è passato, 73 motivi per lasciarti), spettacoli di teatro-danza (Morte a Venezia, Nel deserto) e commedie (Faccina). L’autore ha anche una vasta e riconosciuta esperienza come sceneggiatore. La sua formazione di giornalista fa sì che il drammaturgo non esiti a scegliere argomenti attuali generati dai titoli della stampa: la guerra in Iraq, il conflitto palestinese, i cambiamenti climatici, i nazionalismi … tutti hanno trovato un posto nelle sue opere. Le storie che costruisce hanno altresì un livello umano, mostrando i conflitti in cui i personaggi sono spesso superati dalla grandezza di ciò che accade loro. Clua è nato a Barcellona nel 1973, ma ha vissuto a Londra e New York, città che hanno influenzato in modo significativo il suo stile di scrittura e hanno accolto con successo i suoi testi.

di Guillem Clua
traduzione Martina Vannucci
adattamento Pino Tierno
regia, ideazione scenica e video Francesco Randazzo
musiche originali Massimiliano Pace
costumi Riccardo Cappello
luci Salvo Orlando

con Lucia Sardo e Luigi Tabita

produzione Teatro Stabile di Catania

Calendario rappresentazioni

Martedì 23 aprile ore 20.45
Mercoledì 24 aprile ore 17.15
Giovedì 25 aprile festivo
Venerdì 26 aprile ore 20.45
Sabato 27 aprile ore 17.15
Sabato 27 aprile ore 20.45
Domenica 28 aprile ore 17.30

Galleria immagini

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