Teatro Verga / 12 – 17 marzo 2019

I miserabili

Dalla conversazione con Franco Pert, regista de “I Miserabili”

a cura di Ilaria Lucari

Accostarsi ai “I Miserabili” di Victor Hugo ha rappresentato per tutti voi, attori e creatori, un’impresa emozionante e anche “temeraria”, come l’ha definita Luca Doninelli, accettando la sfida dell’adattamento di questo capolavoro…

«Molti sono stati i motivi che ci hanno spinto verso questa follia: forse uno dei primi che ci portati verso questa scelta, è nato dallo sguardo sul momento che stiamo vivendo nelle nostre società, dove si assiste all’inesorabile ampliarsi della forbice fra i “molto ricchi” e i “molto poveri”, fra chi è inserito nella società e chi invece ne è ai margini. C’è poi un’altra considerazione: il pubblico, a teatro, sembra sempre più attratto da operazioni legate alla narrativa. La narrativa sulla scena è un mezzo che permette di attrarre anche fasce non abituate a frequentare le platee teatrali. Naturale dunque guardare ai grandi romanzi. Poi subentrano le passioni, le vicinanze culturali che ognuno possiede. Accanto a quella mitteleuropea, ho sempre frequentato soprattutto la letteratura francese (come l’adattamento de Lo Straniero lo splendido romanzo di Camus, che ho portato più volte sulla scena ). Ne I Miserabili possiamo vedere la storia della redenzione di un galeotto, il rapporto con il sacro, la grande Storia, l’amore, la ribellione, l’ingiustizia sociale… Concordo con il recente parere di un critico francese che ha scritto che si tratta forse del romanzo più famoso che esista in occidente, ma che pochissimi hanno letto per intero, tanto è imponente. I Miserabili è veramente un fiume in piena: devi gettarti dentro e lasciarti trasportare».

È anche un’opera capace come rare di parlare al nostro tempo…

«Non c’è stata una giornata delle prove in cui per sistemare una battuta, per cercare una parola, non ci si sia imbattuti in concetti universali, pensieri che toccano il mondo di oggi, le nostra società occidentali… Un giorno mi suonava strana la battuta di uno dei giovani rivoluzionari e ho riguardato il romanzo, certo che ci fosse stato qualche aggiustamento drammaturgico: sembrava scritta nel nostro ’68. Invece Luca Doninelli aveva preso esattamente la frase di Victor Hugo, che continua a stupirci e impressionarci per queste sue assonanze con l’attualità, per la capacità di affrontare temi diversissimi, di mettere assieme momenti alti e momenti bassi… ed è questo un altro tratto distintivo della sua travolgente scrittura»

Come ha concepito, assieme ai suoi collaboratori, una dimensione iconografica in grado di restituire soluzioni per le tante ambientazioni previste dal romanzo?

«Cerco sempre di creare un’armonia fra i diversi linguaggi che si fondono nello spettacolo e trovarla per I Miserabili era fondamentale: da un lato ho collaborato con professionisti con cui ho un rapporto di fiducia da lungo tempo, come Andrea Viotti per i costumi e Antonio Di Pofi, per le musiche. Dall’altra parte ho invece cercato di svincolarmi dal passato, cercando qualcuno che mi provocasse con nuove idee. Domenico Franchi – un artista di grande esperienza e scuola, che è scenografo e pittore – ha risposto appieno a questa mia esigenza e nella scenografia ha saputo coniugare una necessaria astrazione alla concretezza materica. La scena è dominata da tre elementi che sembrano una rivisitazione degli antichi periaktoi: si muoveranno sempre, offrendo la possibilità di continui mutamenti di scena e di sfondo e questo non certo seguendo l’idea di definire realisticamente tutti gli infiniti spazi in cui si svolge l’azione.

dal romanzo di Victor Hugo
adattamento teatrale di Luca Doninelli
regia di Franco Però
scene di Domenico Franchi
costumi di Andrea Viotti
musiche di Antonio Di Pofi
luci di Cesare Agoni
con Franco Branciaroli
e con Alessandro Albertin, Silvia Altrui, Filippo Borghi, Romina Colbasso,
Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana,
Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos, Valentina Violo
produzione CTB Centro Teatrale BrescianoTeatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro De Gli Incamminati

Calendario rappresentazioni

Martedì 12 marzo ore 20.45
Mercoledì 13 marzo ore 17.15
Giovedì 14 marzo ore 20.45
Venerdì 15 marzo ore 17.15
Sabato 16 marzo ore 20.45
Domenica 17 marzo ore 17.30

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Rassegna stampa