Apologia

Inghilterra, oggi. Kristin è una sessantenne colta, esperta di storia dell’arte, da sempre politicamente impegnata. Madre di due figli adulti, Peter e Simon, ha con loro un rapporto difficile e la sua schiettezza quasi brutale e la tendenza alla critica mordace sembrano pregiudicare irrimediabilmente la serenità familiare.

È il compleanno di Kristin e nella sua casa di campagna è prevista una cena che riunirà dopo molto tempo madre e figli, affiancati dalle rispettive compagne: Claire, attrice di soap opera inglese, e Trudi, la nuova fidanzata americana di Peter, che Kristin ancora non conosce. Completa la compagnia Hugh, disincantato e ironico omosessuale, coetaneo e amico di vecchia data della padrona di casa.

Tra incomprensioni, antiche ruggini e dialoghi taglienti pieni di humour britannico si dipana la turbolenta storia di una famiglia, fino a una sorprendente, emozionante conclusione. “Trovarsi davanti a questa serata in famiglia che si trasforma in una sorta di resa dei conti della vita di tutti è stato come trovarsi davanti a un Čhecov contemporaneo. Per tematiche, ma soprattutto per la costruzione dei rapporti tra i personaggi e delle scene tra di essi. Ho voluto immaginarmi una casa come luogo privilegiato ed esclusivo, chiuso e nascosto, dentro cui si muovono i pensieri, gli sguardi, le difese e gli scontri di tutti. Il testo di Campbell, cosi perfettamente orchestrato, con un ritmo serratissimo e un plot molto chiaro, ci ha permesso di cercare di lavorare sui ritmi e sui silenzi quali momenti privilegiati per la riflessione e il pensiero. In una serata succede tutto, si riaprono ferite, si rivivono ricordi. Si spalancano le grandi domande che ci hanno interrogato per tutto il lavoro: il possibile fallimento delle rivolte studentesche e del ‘68, l’imborghesimento di chi ne faceva parte, cosa si è lasciato alle generazioni dei figli di chi ha vissuto quel periodo e poi ancora domande sui rapporti umani, sul rapporto tra genitori e figli, sul coltivare i propri talenti, sul consumismo e sulla fede. Insomma, è dentro queste tematiche che abbiamo dovuto muoverci e dar vita a una situazione privata, con il desiderio di renderla universale, senza dare delle risposte ma raccontando l’eccezionalità che è l’umano quando si mette in ricerca. Tutto questo passando da Giotto, quale vero artista rivoluzionario, che offre a noi l’occasione di riguardare ai grandi del passato per capire meglio come essere artisti oggi, ripartendo dalle esigenze reali e importanti che ci muovono.”

di Alexi Kaye Campbell traduzione di Monica Capuani regia di Andrea Chiodi scene Matteo Patrucco luci Cesare Agoni costumi Ilaria Ariemme musiche Daniele D’Angelo con Elisabetta Pozzi e con Giovanni FranzoniChristian La Rosa, Emiliano MasalaFrancesca Porrini, Laura Palmeri produzione Teatro Stabile di Catania – CTB Centro Teatrale Bresciano

Calendario rappresentazioni

Da martedì 30 aprile a domenica 12 maggio | Brescia | Centro teatrale bresciano

Da martedì 14 a domenica 26 maggio | Catania | Teatro Verga