BALLATA PER SAN BERILLO

Calendario rappresentazioni

drammaturgia e interpretazione Turi Zinna
musiche originali eseguite in scena Fabio Grasso
regia Elio Gimbo
produzione Associazione Retablo
Nei vent’anni dalla nascita dello spettacolo

Ballata per San Berillo è una Divina Mimesis sulla città narcolettica che rimuove chi infastidisce il suo letargo, un’allucinazione lisergica intestina al genocidio culturale meridionale, un trip nel passato assiduamente presente nel presente, un gran premio guidato a marcia indietro dalla griglia di partenza nell’area melmosa del sintomo alla finish line nel territorio tragico delle scaturigini.
La relazione tra il profondissimo decadimento economico sociale della città susseguente al periodo in cui era comunemente denominata la Milano del Sud e lo sventramento di un’area di 24 ettari di centro cittadino con il conseguente trasferimento forzato dei trentamila residenti in periferia è il fuoco attorno a cui ruota questo testo, vincitore della borsa di scrittura Premio Solinas, scrivere per il cinema nel 2003; segnalato a Trame d’autore Outis 2004; vincitore del premio Oltreparola per la drammturgia contemporanea nel 2005; finalista nella sezione sceneggiature per lungometraggio al RIFF 2013 (Rome Indipendent Film Festival).

5 gennaio 1984.
Di sera.
Impasticcati.
Dentro una Simca 1000 color arancione parcheggiata
davanti al teatro Stabile di Catania.
Fanno l’amore.
Lui è uno studente universitario e lei la ragazza del suo
migliore amico.
Morto. Quella stessa sera. Di overdose.
Raggiungono l’orgasmo
simultaneamente
all’esplosione del colpo della 7 e 65 che,
davanti ai loro occhi,
fredda Pippo Fava.

Il tempo si ferma nell’istante stesso in cui Pippo
prorompe,
vivo,
dalla sua spoglia immobile,
crivellata,
e sale
a bordo della Simca 1000 arancione.
S’avviano,
lei, lui e il vivente assassinato,
tra stress e anfetamine,
in iter retto e contromano,
per le carreggiate del tempo
che ora sono
i viali di Catania.
Rincorrono
per traverse ortogonali
– timeline intersecate l’una all’altra –
i santapaoliani diretti a uccidere
il cadavere del vivo che li bracca.
S’aggrovigliano tra le trame inestricate che annodano
il delitto,
l’overdose del fidanzato dell’amante dell’amico,
lo sventramento di 24 ettari di centro cittadino
e
il clientelismo di massa.

Informazioni

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Via G. Fava 35, Catania

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Aperto
lunedì: dalle 15.00 alle 19.00
dal martedì al sabato: dalle 10.00 alle 19.00
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